L’Abbazia Papale di San Paolo Fuori le Mura

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La Basilica di San Paolo Fuori Le Mura

La Basilica di San Paolo Fuori Le Mura

La basilica di S. Paolo Fuori Le Mura, seconda come ampiezza dopo quella di S. Pietro, fu edificata per volontà di Costantino nel luogo in cui sorgeva il primitivo oratorio (cella memoriale) contenente le spoglie del martire, decapitato nella vicina località delle “Tre Fontane”.

La basilica di S. Paolo Fuori Le Mura fu presto sostituita da un’altra più grande e fastosa per volere degli imperatori Teodosio e Valentiniano II, come ricorda l’iscrizione latina dell’arco trienfale.

La basilica di S. Paolo Fuori Le Mura nel corso dei secoli fu ripetutamente saccheggiata; un terremoto, verificatosi nel 1348, ne distrusse il campanile. Gravi perdite subì durante il famoso sacco di Roma del 1527. Un incendio la distrusse quasi completamente nel 1823 e, pertanto fu ricostruita nella primitiva forma, sotto il pontificato di Leone XII, da un gruppo di valenti architetti fra i quali L. Poletti.

Il grandioso quadriportico antistante la basilica di S. Paolo Fuori Le Mura è formato da colonne monolitiche di granito (quelle che ornano la facciata sono di granito rosso di Baveno); ai lati della porta d’ingresso vi sono sei colonne di alabastro con capitelli bronzei. L’interno della basilica di S. Paolo Fuori Le Mura è a cinque navate divise da grandi colonne monolitiche che, con la loro prospettiva, conferiscono all’insieme un senso di spaziosità e maestosità.
Il soffitto della basilica di S. Paolo Fuori Le Mura è in legno scolpito con decorazioni dorate su fondo bianco. Alle pareti sono allineati medaglioni raffiguranti i pontefici da S. Pietro a quello attuale. Fra le opere di maggior valore ricordiamo il ciborio dell’altare maggiore, realizzato da Arnolfo di Cambio nel 1285, un pregevole candelabro firmato dai Vassalletto (sec. XII); l’abside è decorata dai preziosi mosaici del Cavallini.

Nella cappella delle reliquie si conservano le catene che furono messe ai piedi dell’Apostolo. Attiguo alla basilica di S. Paolo Fuori Le Mura è il chiostro, realizzato in parte dai Vassalletto e portato a termine prima del 1214, presenta splendide colonnine binate in parte rivestite con intarsi musivi.

Approfondimenti attuali:

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Le offerte culinarie della regione pugliese

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Prodotti della tradizione pugliese ad Alberobello

Prodotti della tradizione pugliese ad Alberobello

Con le sue spiccate caratteristiche la cucina pugliese si caratterizza per i sapori gustosi e piccanti, per l’uso di numerosi aromi, di un corposo olio d’oliva e per l’abbondanza di legumi, verdure e “paste”.

Le “orecchiette” o “recchietelle”, i “fusilli” o gli “strascinati” conditi nei modi più vari, sono tra i primi più noti ed invitanti. Cicorie, broccoli, e broccoletti, cavolfiori, asparagi di campo, patate e fave (ottime in “capriata” e in purea), sono i contorni che solitamente “animano” le pietanze pugliesi a base di pesce fritto o marinato (lo “scapece”), di frattaglie di agnello (i “gnumirielli”), di lumache e frutti di mare.

Numerosi i formaggi locali: ricotta, provole, burrini, mozzarella e scamorze.

I dolci locali, solitamente a base di ricotta, frutta o pasta di mandorle, chiudono degnamente un pranzo che si può senz’altro annoverare tra i migliori della tradizione culinaria meridionale, sollecitando a sorseggiare vini, rossi o bianchi, molti dei quali hanno a buon diritto il marchio DOC; tra questi il Sansevero Bianco, il Martina Franca, il Castel del Monte, l’Aleatico di Puglia, il Bianco di Ostini ed altri, dal gusto forte e genuino, usati spesso come “taglio” ai vini di altre regioni d’Italia.

Con le sue spiccate caratteristiche la cucina pugliese si caratterizza per i sapori gustosi e piccanti, per l’uso di numerosi aromi, di un corposo olio d’oliva e per l’abbondanza di legumi, verdure e “paste”.

Le “orecchiette” o “recchietelle”, i “fusilli” o gli “strascinati” conditi nei modi più vari, sono tra i primi più noti ed invitanti. Cicorie, broccoli, e broccoletti, cavolfiori, asparagi di campo, patate e fave (ottime in “capriata” e in purea), sono i contorni che solitamente “animano” le pietanze pugliesi a base di pesce fritto o marinato (lo “scapece”), di frattaglie di agnello (i “gnumirielli”), di lumache e frutti di mare.

Numerosi i formaggi locali: ricotta, provole, burrini, mozzarella e scamorze.

I dolci locali, solitamente a base di ricotta, frutta o pasta di mandorle, chiudono degnamente un pranzo che si può senz’altro annoverare tra i migliori della tradizione culinaria meridionale, sollecitando a sorseggiare vini, rossi o bianchi, molti dei quali hanno a buon diritto il marchio DOC; tra questi il Sansevero Bianco, il Martina Franca, il Castel del Monte, l’Aleatico di Puglia, il Bianco di Ostini ed altri, dal gusto forte e genuino, usati spesso come “taglio” ai vini di altre regioni d’Italia.

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La biografia del Santo Padre Pio da Pietrelcina

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Padre Pio da Pietrelcina

Padre Pio da Pietrelcina

Francesco Forgione nasce a Pietrelcina, piccola rocca del beneventano, il 25 maggio del 1887. Né lui né la sua famiglia di umili contadini avrebbe mai immaginato che il suo nome per le generazioni future sarebbe stato faro illuminante d’intensa cristianità.

Il 18 dicembre 1997, a conclusione di un lungo processo di beatificazione, Papa Wojtyla ufficializza la venerabilità di “quel Francesco”, conosciuto in tutto il mondo col nome semplice di Padre Pio.
Il suo percorso di umile uomo di chiesa fu difficile, travagliato e costellato di sofferenze fisiche e morali, le sue e quelle di centinaia di migliaia di fedeli che nel corso degli anni gli si sono accostati.

Padre Pio visse alla lettera il dettato francescano e spesso i suoi modi spartani e sbrigativi poterono far pensare ad un uomo aspro e chiuso. In verità, e lo dimostrano le numerose opere da lui fortemente volute, incrementate e realizzate, fu il frate del silenzio dell’obbedienza e della fede pratica.

Le stimmate di Padre Pio

Le stimmate di Padre Pio

Le piaghe che gli martoriarono il corpo sino al giorno della sua morte, simili alle stimmate di Cristo, i miracoli testimoniati dai fedeli e che la Congregazione Cattolica giudicante dovrà attentamente vagliare, hanno creato negli anni un culto tanto più sbalorditivo se si pensa che la gente non ha certamente atteso la sua morte per decretare la santità del Frate di Pietrelcina.

Persino Karol Wojtyla, allora seminarista, si avvicinò a Padre Pio il quale non solo gli predisse che sarebbe diventato Papa ma anche che sarebbe rimasto vittima di un attentato.

Un ermo naturale quella “montagna sacra” che alterna aspri dirupi a panorami morbidi e quasi irreali: il Gargano, da sempre meta di quanti (imperatori e povera gente, guerrieri e mistici, nobili e plebei) cercarono tra quelle pietre risposte al mistero della vita, il potere assoluto o piuttosto l’elevazione della mente e dello spirito. In quel luogo, per sua natura contemplativo, Padre Pio vi giunge nel 1916 facendo, del piccolo Convento dei Cappuccini, la sua casa e la casa della cristianità. Due anni dopo vi ricevette le stimmate e ciò lo sollecitò, da allora e per i cinquant’anni che seguirono, a far di se stesso l’agnello sacrificale della parola di Cristo.

Nell’intenso fervore di un gruppo di preghiera internazionale, il Frate delle stimmate morì tra il 22 ed il 23 settembre del 1968, lasciando dietro di se non solo l’opera immensa dell’apostolato e della conversione, ma anche l’impronta tangibile di una religiosità fattiva ed alacre.

La parola di Padre Pio fu “opera” nel risanare sia nel corpo che nello spirito; il Convento si ampliò, San Giovanni Rotondo si attrezzò per l’accoglienza ai pellegrini, creando un positivo benessere per la popolazione tutta e l’ospedale, che oggi conta sull’attività di medici illustri e capaci, ha ampliato la sua grandezza ed il numero di istituti di cura.

La vita e le opere del “Santo francescano” sono state diffuse in tutte le lingue del mondo da quanti, suoi figli spirituali, hanno creduto nella sua fede integerrima e miracolosa.

Il processo di santificazione di Padre Pio, se pur lento nelle sue procedure burocratiche, non farà altro che ufficializzare ciò che la voce popolare testimonia da circa mezzo secolo e che se non altro ha procurato sollievo alla sofferenza di migliaia di persone infondendo in loro speranza e fiducia.

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Informazione Turistica su San Giovanni Rotondo

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Vista su San Giovanni Rotondo

Vista su San Giovanni Rotondo

A 40 chilometri da Foggia ed a 150 da Pietrelcina, che diede i natali a Padre Pio, sorge S. Giovanni Rotondo, un piccolo paese che l’intensa presenza di pellegrini ha aiutato a svilupparsi ed estendersi oltre i suoi naturali confini.

Il luogo deve il nome alla chiesetta di San Giovanni o della “Rotonda” appunto, che campeggia ancora oggi nel suo nucleo antico.

Da visitare la chiesa di S. Onofrio e la cappella della Madonna di Loreto. Al “convento dei Cappuccini” è facile ritrovarvisi giacché è, ormai da anni, la meta preferita da visitatori.

Casa sollievo della sofferenza

Per volere del “Padre dalle Stimmate” fu edificata, grazie soprattutto alle libere offerte dei fedeli la “casa sollievo della sofferenza” divenuta oggi un grande ed attrezzato ospedale di proprietà vaticana.

Interessante la visita alla maestosa Via Crucis del Messina che ha deposto le sue quattordici sculture in cima alla montagna che sovrasta l’abitato.

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Vacanze nel Salento | Informazioni turistiche della Puglia

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puglia_mappaPer la sua posizione geografica, che la vede stretta tra due mari, questa estrema regione meridionale è stata da sempre meta ambita per tutte quelle popolazioni che hanno movimentato la storia del nostro Paese con le loro invasioni e dominazioni.

Roma si impadronisce della regione pugliese agli inizi del III secolo a C. accrescendone l’importanza come luogo di transito verso l’Oriente. Le dominazioni seguenti, bizantine, barbare, longobarde, normanne e sveve, coinvolgeranno la regione pugliese in alterne vicende storiche, politiche ed economiche, ora facendo leva sugli attacchi portuali ora sulle ricchezze del territorio, lasciando comunque tracce evidenti del loro passaggio che, se non fu sempre incruento, certamente fu arricchente ed innovativo dal punto di vista artistico e decorativo.
cattedrale_di_bariPer ciò oggi si possono ammirare splendide cattedrali romaniche, maestosi castelli svevi, rinascimentali complessi urbanistici e pregevoli opere pittoriche di rilevanza mondiale.

La Puglia non teme confronti neppure per quanto attiene alla bellezza del paesaggio. Gli aspetti naturali più singolari sono grotte, vasti altipiani, abissi, gole profonde dette “gravine”, bianche scogliere calcaree che si immergono in un’abbagliante luminosità infrangendo il mare di un intenso azzurro.

La produzione agricola offre avena, fichi, olio e vino, mandorle, orzo e tabacco. L’industria si avvale degli effetti quanto mai positivi di una serie di iniziative fieristiche che suscitano l’interesse internazionale: fiera_del_levantela “Fiera del Levante”, il “Salone del veicolo industriale”, “Expo Levante“, “Expo Arte”, “Mobilevante”, che incrementano non solo l’industria regionale pugliese ma anche e soprattutto il turismo sempre meglio organizzato e strutturato, e che fa leva su un folklore ricco ed antico mantenuto vivo con la caparbietà delle antiche tradizioni e di un forte senso religioso. Un particolare curioso è dato dai paesi di lingua greca del Salento che hanno smesso il rito greco religioso fin dal ‘600 ma conservano usanze e costumi particolari.

Murgia_Sud_OrientaleAnche se non si trovano in Puglia le alte montagne che caratterizzano ogni altra regione, il paesaggio è vario e in molti luoghi anche rupestre ed accidentato. La regione compresa tra i corsi dell’Ofanto, del Bradano e del Basentello, l’istmo di TarantoBrindisi e la terra di Bari, viene denominata “Le Murge”, un vastissimo altopiano a carattere carsico, composto cioè di roccia calcarea molto permeabile all’acqua e perciò caratterizzato da curiosi avvallamenti chiamati “Puli”. Di questa zona ricordiamo le grotte di Castellana e quelle di Putignano, il Pulo di Molfetta e quello di Altamura.

zona_della_gravinaLa zona “pre-murgica” è caratterizzata, come la limitrofa fascia costiera, da uliveti, mandorleti e frutteti; le coste sono rocciose e basse ed il fenomeno erosivo ha creato grotte fantastiche come quella di Polignano a Mare. La zona detta “delle Gravine” è certamente singolare caratterizzata come da profondi canyon scavati dai numerosi corsi d’acqua , resi particolari dalle strane colorazioni della roccia. Le gravine più belle sono quelle di Castellaneta, di Matera, di Gravina, di Palagianello, di Ginosa e della Madonna della Scala.

murgia_dei_trulliLa “Murgia dei trulli” è invece quella zona caratterizzata da antichissime costruzioni piramidali in pietra, con base circolare e tetto conico, sparse o riunite in gruppi come nella località di Alberobello.

I Campi Salentini sono la zona pianeggiante che si allunga verso sud nel territorio leccese, zona fertile limitata dall’Adriatico e dallo Ionio. Infine, appendice delle Murgie il cosiddetto “tallone d’Italia” costituito da alture che precipitano nel mare con coste rocciose e grandiose, spettacolari strapiombi che annegano in un mare azzurrissimo e pescoso con punti panoramici eccezionali come Capo d’Otranto, Santa Cesarea e Santa Maria di Leuca.

grotta_della_zinzulusaNumerose le grotte costiere e carsiche; la celebre “Zinzulusa” è un raro esempio di grotta che presenta ambedue le caratteristiche.

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Cucina campana: Gastronomia, piatti tipici e vini in Campania

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gastronomia-campaniaLa cucina campana si identifica con quella napoletana che ha come piatti fondamentali: la pastasciutta, la pizza, vari tipi di zuppe e i dolci, conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.

Infiniti sono i modi di condire la pastasciutta cosi come varie sono le qualità della pasta (vermicelli, spaghetti, bucatini, penne, fusilli).

Pizza-Margherita-alla-BufalaEccellenti le zuppe e le fritture di pesce, la pizza cotta al forno condita con la mozzarella di bufala, alici e pomidoro, i calzoni ripieni, i supplì di riso e la mozzarella in carrozza; fra i dolci: la rinomata “pastiera napoletana”, le sfogliatelle, le zeppole ed il “sanguinaccio” (sangue di maiale lavorato con la cioccolata).

Gustose e ricercate alcune tra le specialità esclusivamente tipiche di determinate zone: gli “schiaffuni” (qualità pastasciutta), le soppressate affumicate, l’Anthemis di Montevergine (delicato liquore), i gustosi pasticcini di castagne, le salsicce di polmone, il capicollo ed il gustoso liquore “Nocino”.

Notevole e varia la produzione di vini tra cui il “Capri” (bianco, rosso); l’Epomeo (bianco, rosso); il Monte Procida (rosso); il “Lacrima Christi” (bianco), il Falerno (bianco, rosso); il Gragnano (rosso intenso, profumato); l’Aglianico, e i pregiati vini di Ravello (bianco, rosso, rosato e moscato).

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Visita a Salerno, la città di notevole interesse turistico

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Duomo di Salerno

Duomo di Salerno

Salerno, città di antiche origini medioevali è posta nella parte settentrionale del golfo omonimo, sulla destra del fiume Irno.

Per la mitezza del clima e per la posizione geografica è senz’altro luogo di notevole interesse turistico.

Il Duomo (XI sec.), dedicato a S. Matteo, è in stile normanno con pregevole portale romanico, portico con colonne e archi di tipo musulmano, elegante campanile romanico del sec. XII con tre ordini di bifore; l’interno è arricchito da decorazioni musive, dipinti, affreschi, ed un antico arredo liturgico di inestimabile valore anche per la sua completezza.
Il museo del duomo conserva, tra l’altro, una preziosa pergamena (exultet) ed un “paliotto” del XII sec.

Interessanti: la chiesa di S. Giorgio con affreschi del Solimena, quella dell’Annunciazione opera dei Vanvitelli, la chiesa di S. Agostino, di S. Andrea e del Crocefisso.

La Biblioteca Comunale raccoglie oltre 100000 volumi tra cui la notevole “raccolta salernitana” (storia dell’antica scuola di Medicina); presso il museo provinciale; vi è una raccolta di antichità ed oggetti d’arte che documentano le civiltà sviluppatesi nella zona dalla protostoria ad oggi.

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Escursioni ad Amalfi | Guida di Amalfi

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Duomo di Amalfi

Duomo di Amalfi

Amalfi è una delle più antiche delle Repubbliche Marinare d’Italia, molto rimane di artistico e raro.

Il Duomo di Amalfi (IX sec.) largamente rimaneggiato, conserva, della versione originale il campanile in maiolica; eretto sulla sommità di una imponente scalea spicca il suggestivo frontale di stile arabo – siculo. Nell’atrio, l’antica porta in bronzo – fuso a Costantinopoli – (sec. XI). Dall’atrio si accede al “chiostro del Paradiso” in puro stile arabo (XIII sec.).

Tra le preziosità del Museo Civico di Amalfi la “tabula amalfitana” , una raccolta delle antiche leggi marittime di Amalfi.

Presso l’antico arsenale presente ad Amalfi, si possono apprezzare le antiche tecniche usate per le costruzioni navali.

A 5 km da Amalfi, si apre la splendida “grotta dello smeraldo” che affascina per i magici riflessi prodotti sull’acqua dalla luce filtrante di sotto le rocce.

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Escursioni a Positano | Turismo a Positano

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Litorale di Positano con primo piano della chiesa di S. Maria Assunta

Litorale di Positano con primo piano della chiesa di S. Maria Assunta

Positano, località climatico – balneare sulla costiera amalfitana tra Punta Germano e Capo Sottile, sorge sullo stesso luogo ove ancor prima del X sec. era stata eretta la badia di S. Vito.

Particolare l’aspetto di alcune costruzioni a forma cubica con tetto a forma sferica.

Lo stile architettonico a forma cubica con tetto a forma sferica è visibile nella chiesa di S. Maria Assunta, a tre navate ed al cui interno si conservano una tavola bizantina del XII sec. ed un affresco di F. Santafede; pregevole la maiolicatura delle calotte delle tre navate.

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Escursioni a Sorrento | Vacanza nella Penisola Sorrentina

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Sorrento-Penisola-SorrentinaSorrento, situata al centro della costa settentrionale della penisola sorrentina, soprannominata “la gentile” per la silenziosità dell’ambiente e per gli splendidi giardini profumati è tra le più celebri e ricercate stazioni di soggiorno italiane.

Interessanti: il Duomo, rifatto nel sec. XV con facciata gotica; la chiesa di S. Antonino con portale dell’XI sec., al cui interno risiedono pregevoli tele ed affreschi; il palazzo Correale di Terranova (XVIII sec.) con annesso Museo d’Arte napoletana, ricco di dipinti, marmi, sculture (secc. XVII e XVIII); il chiostro di S. Francesco del IV sec. con l’omonima chiesa in stile barocco.

Dalla villa comunale di Sorrento, si gode un magnifico panorama sul golfo di Napoli.

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